La soluzione è tornare a un'alimentazione più tradizionale, fatta di grani antichi e formaggi stagionati.

L'invecchiamento è oggi, a ragione, considerato un evento dovuto a diverse cause. Alcune di queste sono geneticamente predisposte, ad esempio sono stati individuati dei geni (chiamati "geni orologio") dai quali dipende l'età in cui una donna entra in menopausa, mentre altre derivano da non corrette abitudini di vita, come ad esempio il fumo di sigaretta. A queste due se ne può aggiungere una terza, in qualche modo intermedia, in cui una predisposizione genetica viene accentuata da non corrette abitudini di vita, ad esempio la predisposizione al diabete di tipo 2 viene accentuata da un'alimentazione povera di frutta e verdura e ricca di grassi saturi e carboidrati ad elevato “carico glicemico”, in grado di intervenire direttamente sulla sovraproduzione di insulina e quindi aprire la strada alla patologia.

Le cause

Tra le tante cause che possono accelerare l'invecchiamento bisogna considerare l'alimentazione oggi sempre più ricca di due nutrienti; il glutine (ovvero la parte proteica di molti cereali come il grano o la segale o l'orzo) ed il lattosio (lo zucchero del latte).

Ma perché oggi ci nutriamo in modo così abbondante di questi nutrienti?

A partire dall'ultima guerra le varietà classiche di grano italiano, oggi note come “grani antichi” (come il Senatore Cappelli o il Khorasan Saragolle o Gentil Rosso), tutte povere di glutine, sono state sostituite dalle varietà di origine americana (come il Creso, il Simento o il Duilio) che hanno un maggior rendimento ma sono molto ricche di glutine.

Per quanto concerne il lattosio il suo consumo è cresciuto con l'introduzione sul mercato di alimenti che, in modo più o meno esplicito, ne contengono grandi quantità.

Ad esempio, nell'ambito dei formaggi quelli più tipici della tradizione italiana (semi-stagionati o stagionati poveri se non privi di lattosio) sono stati sostituiti da formaggi molli, spalmabili molto ricchi di lattosio. Tale cambiamento è dovuto ai costi decisamente inferiori che questi prodotti hanno nei confronti degli stagionati.

Un discorso a se stante meritano i farmaci che tra i loro componenti hanno il lattosio. Il lattosio è utilizzato in più del 20 per cento dei farmaci che richiedono ricetta medica e in circa il 6 per cento dei farmaci da banco, e anche molti tipi pillole anticoncezionali contengono lattosio.

I dati

Fatta questa premessa riflettiamo sui seguenti dati:

  1.  Circa un terzo della popolazione europea è portatore sano del gene della celiachia;
  2. Il 70% della popolazione adulta mondiale è intollerante al lattosio.

In definitiva, la maggior parte di noi "sopporta male" un'alimentazione troppo ricca di questi nutrienti. Non deve, quindi, sorprendere che glutine e lattosio possano favorire l'invecchiamento.

La spiegazione di tutto ciò deve essere ricercata in un fenomeno noto come infiammazione.

La vecchiaia dipende dall'infiammazione

L'infiammazione è un meccanismo di difesa dell'organismo; quando subiamo un attacco batterico, ad esempio, l'infiammazione combatte e distrugge gli indesiderati ospiti garantendo la guarigione; od ancora se ci procuriamo una ferita l'infiammazione permette la cicatrizzazione della stessa.

In tutte queste situazioni l'infiammazione si genera per una condizione di pericolo, agisce come meccanismo di "difesa" e poi regredisce sino a scomparire totalmente.

Ci sono dei casi in cui, però, l'infiammazione una volta che è generata continua a persistere per tempi molto lunghi (in qualche caso anche per tutta la vita). Quando questo evento si verifica l'infiammazione diviene pericolosa perché aggredisce il nostro stesso organismo. In parole semplici in assenza di un vero nemico da combattere l'infiammazione finisce per attaccare l'organismo facendolo ammalare e facendolo invecchiare.

Gli studi prodotti negli ultimi 20 anni concordano nel definire l'Infiammazione come la reale causa sia della malattia che della vecchiaia.

La quasi totalità delle patologie (dal tumore all'ictus, dall'Alzheimer alla sclerosi multipla, dall'artrite reumatoide al diabete,...) sono da addebitare all'Infiammazione. Ma l'infiammazione causa anche invecchiamento: la pelle appare cadente, spenta, solcata da rughe; la figura perde i propri connotati grazie all'ingrossarsi del punto vita ed alla perdita del naturale turgore tissutale.

Infatti l'infiammazione causa la produzione di tutta una vasta serie di sostanze (note come citochine pro-infiammatorie) che letteralmente sconvolgono la fisiologia dell'organismo: in alcuni tessuti opera distruggendoli e devastandoli, in altri agisce creando disordine e caos. Provate ad immagine un bel giardino rigoglioso ed ordinato (il corpo umano in condizioni di salute e giovinezza), ad un certo punto arriva uno tsunami (l'infiammazione) che distrugge intere aree rendendole simili a deserti mentre in altre si accumulano disordinatamente tutti i detriti che le onde hanno strappato e trasportato (il corpo umano in condizioni di malattia e vecchiaia).

L'importanza dell'intestino

L'infiammazione può tutto questo perché agisce tramite il sistema immunitario. Quest'ultimo è costituito da una complessa rete di organi, vasi circolatori, cellule specializzate e sostanze umorali. Potrebbe essere paragonato ad una grande orchestra in cui tutti gli strumenti si fondono per creare una sinfonia. Ma se alcuni strumenti non seguono più lo spartito e cominciano a suonare una musica differente la sinfonia si interrompe. Il sistema immunitario ha un delicatissimo equilibrio e da questo delicato equilibrio dipende la capacità che il nostro organismo ha di annullare tutti gli attacchi che possono venire dal mondo esterno (come un'infezione batterica o virale) o interno (come l'attacco che l'organismo può portare alle cellule tumorali) ma sempre preservando i tessuti e le cellule dell'organismo stesso.

L'80% del sistema immunitario è localizzato nell'intestino (dove prende il nome di GALT); e molecole come il glutine ed il lattosio agiscono direttamente a livello dell'intestino.

Quando noi mangiamo un qualsiasi alimento questo, attraverso le varie fasi della digestione, deve essere ridotto ai costituenti essenziali di tutti gli alimenti come i singoli amminoacidi o le unità fondamentali degli zuccheri. Ovvero frammenti estremamente piccoli che possono essere facilmente assorbiti dall'organismo. Tutte le molecole più grandi di queste unità fondamentali proprio perché "troppo grandi" non possono essere assorbite e si accumulano in forma di "detriti".

Cosa succede quando mangiamo troppo

Esaminiamo nei dettagli cosa avviene quando ingeriamo dei cibi troppo ricchi di glutine e/o di lattosio.

Il glutine è una complessa molecola formata da alcune unità più semplici; al suo interno sono presenti 2 amminoacidi (prolina e glutenina) che sono così strettamente legati tra di loro da non poter essere separati con facilità dagli enzimi digestivi. Quindi, l'ingestione di grandi quantità di glutine in tutti (a maggior ragione nei celiaci o in coloro che sono "portatori sani del gene della celiachia") provoca l'accumulo nell'intestino di molecole piuttosto grandi (dette peptidi) non assorbibili dall'organismo e che si comportano come "detriti" indigeribili.

Il lattosio costituisce il 98% degli zuccheri presenti nel latte vaccino ed è costituito dall'unione di 2 zuccheri semplici (galattosio e glucosio). Quando viene ingerito un enzima (lattasi) deve suddividerlo nelle 2 unità di cui è composto. Abbiamo già accennato che il 70% della popolazione adulta mondiale è intollerante al lattosio poiché non possiede più l'enzima lattasi, ma anche nel restante 30% la produzione di questo enzima diminuisce notevolmente dopo il terzo anno di vita. Quindi quando viene ingerito la maggior parte del lattosio rimane "indigerito" nel nostro intestino sotto forma di "detriti".

E sono proprio tutti questi "detriti" indigeriti che, giorno dopo giorno e anno dopo anno, si accumulano nel nostro organismo e pian piano vanno a creare una reazione infiammatoria che dall'intestino si propaga, tramite il sistema immunitario, alla quasi totalità dell'organismo, inducendo, in ultima analisi, i fenomeni che portano alla malattia ed alla vecchiaia.

In conclusione per assicurare a ognuno di potersi mantenere più giovane a lungo è indispensabile agire per ridurre tutte le cause dirette o indirette che favoriscono l'Infiammazione tra queste anche l'assunzione di un corretto regime alimentare ovvero un regime in ogni caso povero di nutrimenti quali il glutine ed il lattosio.

Anna Agnsudei Biologa Nutrizionista

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