Siamo quel che mangiamo. Come le vibrazioni di ciò che mangiamo ci cambiano.

Quando mangiamo, acquisiamo le vibrazioni energetiche dei cibi nel nostro piatto. Gli alimenti secondo lo Yoga (e l’Ayurveda) si distinguono in cibi rajasici – amari, secchi, salati o piccanti – che sovrastimolano la mente ed eccitano le passioni, tamasici – di bassa qualità – che comprendono cibo in scatola, trattato, precotto, così come alcool e ogni sostanza chimica e stimolante ed infine il cibo migliore, quello sattvico che nutre il corpo e mantiene uno stato mentale pacifico.

Ecco quali sono gli alimenti considerati sattvici:

  • Cereali integrali
  • Frutta e verdura fresca
  • Latticini non industriali
  • Legumi
  • Germogli
  • Semi oleosi

Bhagavad Gita

Uno dei testi più importanti dell’induismo (che un perfetto Yogi non può non conoscere), ossia la Bhagavad Gita, recita così: “[…] più la dieta è sana e pura e più c’è limpidezza interiore. […] Lo yoga, che pone fine alla sofferenza, è per colui che è misurato nel cibo e nel divertimento […]”.

l’Hathapradipika di Svatmarama

Un altro testo importante nella letteratura yogica, l’Hathapradipika di Svatmarama, indica una serie di alimenti diffusi all’epoca, adatti per praticare yoga con successo: “I buoni cereali: grano, riso, orzo e sastika (una varietà di riso), latte, ghee (burro fuso e filtrato), zucchero, burro, dolci di zucchero, miele, zenzero secco, il frutto di patolaka (o paravara, una specie di cocomero), le cinque verdure fogliose, ceci verdi ed acqua di pioggia […] sono considerati cibi sani per lo yogi progredito”.

Si sostiene “Quasi tutti i problemi provengono da una cattiva digestione”.  E’ meglio mangiare cibi che si digeriscano in fretta, che non lascino troppi residui dopo la digestione e che non impegnino oltremodo il corpo nel meccanismo digestivo (già impegnativo di per sé).

Altri conosciuti

In un altro importante testo base dello Yoga, la Gheranda Samhita, lo stomaco dovrebbe essere riempito solo per metà di cibo, per una terza parte di acqua, riservando la quarta parte al movimento dell’aria.

Nel Tattva Bodha, lo scritto di un grandissimo filosofo indiano, Shankarachariya, si sottolinea come per arrivare a sperimentare il senso dell’esistenza, il primo passo sia avere riguardo per il cibo che si introduce nel corpo.

Un’interessante indicazione sull’alimentazione ci viene data anche da uno dei grandi maestri del XX secolo, Paramahansa Yogananda, noto per il classico “Autobiografia di uno Yoga”. 

Egli, parlando di alimentazione, sosteneva che certi cibi fossero in grado di sviluppare in noi alcune qualità: “Ciascun alimento racchiude in sé specifiche vibrazioni e qualità spirituali. Nel momento in cui lo assumi con Gioia, Amore, Consapevolezza e Gratitudine porti in te queste vibrazioni”.

CERALI TUTTA ENERGIA

Ed ecco le qualità spirituali di 29 Alimenti (sattvici) secondo il guru indiano:

  • Ananas – Fiducia in se stessi
  • Arance, Limoni – Entusiasmo e speranza
  • Avocado – Memoria e concentrazione
  • Banana – Umiltà radicata nella calma
  • Barbabietola – Il coraggio del guerriero
  • Cereali – Forza di carattere
  • Ciliegie – Allegria
  • Datteri – Tenera dolcezza
  • Fichi – Flessibilità e accettazione di sé
  • Fragole – Dignità
  • Frumento – Perfezionamento dei buoni principi
  • Frutti di Bosco – Aiutano a cambiare i pensieri
  • Lamponi – Gentilezza e compassione
  • Latte – Entusiasmo ed energia fresca
  • Lattuga – Calma
  • Mais – Vitalità mentale
  • Mandorle – Autocontrollo e vigore mentale
  • Mele – Chiarezza mentale e pensieri sani
  • More – Purezza di pensiero
  • Noce di cocco – Elevazione della consapevolezza spirituale
  • Pere – Pace
  • Pesche – Altruismo
  • Pomodori – Coraggio, forza mentale e resistenza
  • Riso integrale – Dolcezza e mitezza
  • Sciroppo d’acero – Freschezza mentale
  • Spinaci – Semplicità e innocenza
  • Uva – Devozione e Amore divino


Andiamo, ora, ad approfondire in maniera più “scientifica” come il cibo impatta sulla nostra psiche e sulla nostra esistenza (a riconferma di ciò che gli Yogi sostengono da millenni) soffermandoci sul cibo che può renderci più equilibrati e “felici” (se così si può dire!).

cereali

Serotonina

Partiamo dalla serotonina, un neurotrasmettitore cerebrale prodotto dal sistema nervoso centrale e dall'apparato gastrointestinale. Le sue funzioni includono la regolazione del sonno, del dolore, dell'assunzione di cibo, delle emozioni, delle funzioni sessuali e della temperatura corporea. Essa viene sintetizzata a partire dal triptofano, un aminoacido essenziale, che non può essere prodotto dal nostro organismo, ma che deve essere introdotto con la dieta. Questo aminoacido rappresenta il nodo centrale del nostro benessere psicofisico, perché regola la produzione di serotonina ed anche di melatonina, ormone prodotto da una piccola ghiandola del cervello, l'epifisi o ghiandola pineale.

Melatonina

La melatonina si forma, a sua volta, dalla serotonina, e la ghiandola pineale secerne melatonina in assenza di uno stimolo luminoso e serotonina durante i periodi di luce. La melatonina quindi interviene nella regolazione del tono dell'umore proprio quando i livelli di serotonina sono più bassi e aiuta a ristabilire i corretti ritmi biologici. 

Triptofano

Si capisce quanto sia importante per il nostro buonumore consumare un'adeguata quantità di triptofano.

Gli alimenti che sono maggiormente ricchi di triptofano sono tutti i cereali e derivati, soprattutto farina di avena, farina di frumento, farina di segale, farro, miglio, pasta di semola; i legumi secchi; le verdure come asparagi, bieta, carciofi, cavolo, funghi, spinaci e zucchine; la frutta secca e le banane; il latte e i formaggi, soprattutto quelli più stagionati; le uova.


Ecco spiegato perché mangiando un piatto di pasta ci si sente più tranquilli, sereni e rilassati: un pasto ricco di carboidrati, infatti, aumenta la velocità con cui il triptofano entra nel cervello e favorisce quindi la sintesi di serotonina.

Attenzione solo ad alcuni semplici accorgimenti per sfruttare al meglio gli alimenti ricchi di triptofano:

  • Consumare pasta e riso a pranzo in modo da avere tutto il pomeriggio per smaltire le calorie introdotte ed evitare che si trasformino in grassi;
  • Non abbinare i carboidrati ad un eccesso di proteine, che riducono l'entrata del triptofano nel cervello.

Quindi la scienza conferma il potere dei cereali che gli Yogi avevano già scoperto millenni fa annoverandoli tra i cibi in grado di dare pace ed equilibrio!

Sibilla Vecchiarino Mannarelli Yoga, Meditazione, Mudra, Pranayama, Ayurveda

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