Immaginazione, essere temerari, tentare anche l'impossibile e non permettete a nessuno di porvi dei limiti

1. Tutti possono cucinare (siate creativi!)

2. I vantaggi della cucina creativa

3. Come nasce la magia?

4. Esercizi di creatività: come fare un buon pesto

5. La ricetta: maccheroni fucsia 


1. Tutti possono cucinare (siate creativi!)

L’alta cucina non è una cosa per i pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l'impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero: chiunque può cucinare, ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.

Gusteau, dal film Ratatouille

Molti sono convinti che la capacità di cucinare, o almeno di farlo bene, sia un talento naturale, uno speciale “pollice verde”, una sorta di dono, conferito a pochi, fortunati eletti. Ci sarebbero, perciò, due categorie di persone: i predestinati, a cui cucinare viene facile e gli altri, quelli ai quali mettere insieme qualcosa di decente da portare in tavola ogni giorno risulta difficile e faticoso.

Io, però, non sono d’accordo. Cucinare bene in parte è manualità, che si conquista con nient’altro se non con la pratica, in parte conoscenza di poche, fondamentali, regole, ed in parte - quella più importante- è esercizio di creatività. 

Se esistono, allora, due categorie di persone, queste non sono gli eletti e gli sfigati, bensì chi ama cucinare e chi, invece, la voglia di mettersi ai fornelli non riesce proprio a farsela venire, non riuscendo a trovarci dentro né stimoli, né gratificazioni.

In realtà, chi ama cucinare ha semplicemente capito che la cucina può essere un’attività non solo stimolante e gratificante, ma anche liberatoria, capace di metterci in contatto con la nostra parte emotiva, smuovere vibrazioni. Se si riesce a superare la pigrizia e il timore di sbagliare e ci si lascia andare al fluire del processo creativo, il cervello si spegne e si aziona “la pancia”. L’atto del cucinare, da “dovere”, si trasforma in qualcosa che riempie, rinfranca lo spirito, fa stare bene.

RATATOUILLE ESTIVA

2. I vantaggi della cucina creativa

a) Realizzi il piatto che vorresti mangiare

Quando un piatto ci piace vorremo averne ancora e ancora. Perché non tradurre il desiderio in qualcosa di più produttivo? Se riesci a superare la paura di sbagliare e a buttarti, puoi creare tu quel piatto che vorresti mangiare.

b) Metti nel piatto solo ciò che ti fa bene

Se hai voglia di un certo piatto, che tra gli ingredienti annovera qualcosa di cui non hai voglia o che senti che non ti fa bene, ometti, sostituisci, sperimenta, trova il modo di adattare la ricetta a quel che è meglio per te.

c) Utilizzi gli avanzi

Le nostre nonne in questo erano maestre: in cucina non si butta via niente. Far rivivere gli avanzi in maniera creativa non solo permette di non sprecare il cibo, ma è anche un ottimo modo per tagliare i tempi e approntare piatti deliziosi in pochi minuti.

d) Adotti uno stile di vita più salutare e risparmi

Cucinare e preparare con le proprie mani ciò che più piace e fa stare bene è senza alcun dubbio più salutare che mangiare sempre fuori casa o comprare piatti già pronti. Per non parlare del risparmio notevole che comporta.


galettecavolini

3. Come nasce la magia?

Se decidi di iniziare a cucinare, fallo subito e non cercare scuse. All’inizio ti sembrerà che  stai rubando tempo a qualche altra attività, che, il tempo, tu lo stia, “perdendo”. Pian piano, però, diventerà un’abitudine quotidiana, e, se capirai come innescare la magia, ne sentirai tutti i benefici e non potrai più farne a meno.

Ma com’è che nasce esattamente questa magia?

Iniziare seguendo le ricette altrui, quando ancora non si è pratici, non è una cattiva idea. Affidarsi all’esperienza degli altri serve per costruire quel minimo di basi che ti  aiuteranno ad acquisire sicurezza e ti permetteranno di spiccare il volo. 

Un altro buon punto di partenza è la costruzione di una dispensa “furba”, piena di ingredienti versatili e non facilmente deperibili (come pasta, cereali in chicco, legumi, semi e frutta secca, creme di semi e di frutta secca, ma anche conserve, salse, paté, aromi e spezie), pronti per essere utilizzati quando ispirazione chiama. 

E poi? E poi materie prime fresche e di stagione, un pizzico di coraggio, un po’ di organizzazione e una buona dose di istinto e personalità. Perché, partendo da quel che hai e scegliendo gli ingredienti in base a quel che ti piace e ciò di cui hai voglia, se metti  da parte la paura di sbagliare, potrai creare qualcosa di unico ed originale. 

Ultimo, ma non meno importante, divertiti. Usa meno la testa e più gli altri sensi, assaggia, tocca, annusa e ascolta quello che cucini, che se impari a conoscere il cibo, a dialogarci, a trattarlo come una cosa viva, ti dirà lui come vuole essere cucinato e avrai sempre meno bisogno di ricette. E ti sorprenderai a cucinare per il puro piacere di farlo.

pesto in the making

4. Esercizi di creatività: come fare un buon pesto 

Un primo, ottimo ed utilissimo modo per iniziare ad esercitare la creatività è la preparazione di pesti di verdure e semi oleaginosi, da utilizzare per condire pasta e cereali in chicco, per le bruschette o come parte del ripieno (di solito per me sono il primo strato) di cicciose e golosissime torte salate. 

Ecco le proporzioni:

¥ 120-150 g di verdura (basilico, prezzemolo, menta, foglie di sedano, spinaci, borragine, cavolo nero, ciuffi di carote, etc. …)

¥ 40-50 g di semi oleaginosi (mandorle, nocciole, pinoli, noci, anacardi, semi di zucca, etc. …) oppure 1-2 cucchiai di burro di semi oleaginosi (burro di mandorle, di anacardi, di arachidi, tahin, etc. …)

¥ 10-15 g di olio evo,

¥ sale integrale, limone (succo e/o zesta) pepe e spezie q.b.

Il procedimento prevede due varianti: la prima utilizza gli ingredienti a crudo, la seconda, invece, richiede la previa cottura delle verdure utilizzate. La scelta per l’una o per l’altra dipende dal tipo di verdura che si utilizza, che alcune possono essere utilizzate a crudo (anche talune impensabili tipo il cavolo nero, basta privarlo del costolone centrale), altre, invece, devono essere necessariamente cotte prima, o almeno scottate. 

Crude, leggermente scottate, oppure completamente cotte (se coriacee) in acqua leggermente salata e poi scolate bene, le verdure vanno messe nel frullatore (oppure nel bicchiere del frullatore a immersione), insieme ai semi e all’olio e frullate fino ad ottenere una crema liscia. 

Il composto va poi assaggiato e aggiustato di sale, se insipido, o caratterizzato a piacere, con il succo di mezzo limone se si desidera conferire una nota acida, con la zesta di agrumi per profumare, con pepe o altre spezie per conferire il gusto che si desidera.


ratatuille

5. La ricetta: maccheroni al pesto di barbabietola (come accontentare tua figlia che ti chiede la pasta fuxia)

Ed ecco la ricetta del pesto che ho creato quando mia figlia mi ha chiesto di prepararle una pasta del suo colore preferito, il “fucsia”. L’ho fatta in due varianti diverse e non saprei dire quale sia stata più buona. A me son piaciute entrambe e sono felicissima che entrambe siano state gradite da tutti, soprattutto dall’esigentissimo palato di colei che aveva formulato la richiesta. 

pasta_fucsia

Potete leggere l'intera ricetta nel focus in pagina.
Buona creatività a tutti!

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