Un buon olio extravergine d'oliva è come il vino: va abbinato a ciò che si mangia.

Sai che è bene avere più di un olio in dispensa? Ti faccio un esempio: accompagneresti una delicata orata al forno con un vino corposo e tannico come il Barolo? Assolutamente no. E come per il vino, anche l'olio andrebbe conosciuto per le proprie cultivar (l'equivalente dei vitigni) e per le proprie caratteristiche. Questo perché quando scegli un olio per un determinato piatto ne vai a influenzare il gusto complessivo.

Le caratteristiche di un olio

Solo in Italia sono state catalogate più di 500 cultivar diverse che si distinguono in base ai seguenti parametri codificati:

  • L’intensità del fruttato
  • Il fruttato verde o maturo
  • Il piccante
  • L’amaro
  • Il dolce
  • I sentori varietali (carciofo, pomodoro, mandorla, pinolo, erba, spezie, balsamico, frutta esotica…).

Come abbinarlo

Allora come si fa ad abbinare l'olio giusto alla nostra ricetta? Data la vastità delle possibili combinazioni, una guida definitiva non esiste, come non esiste per il vino. 

Esistono però alcune regole generali come questa: oli dal forte carattere accompagnano piatti dai gusti decisi, viceversa cultivar famose per la propria delicatezza valorizzano con flessibilità le portate più leggere. 

Se non vi basta, ecco un semplice stratagemma per la scelta degli oli: la geografia. Proprio come per il vino, la ricetta di un territorio si accompagna facilmente all’olio del territorio stesso. 

Ma ti invito a sperimentare anche abbinamenti differenti per le tue ricette, scoprendo l’enorme varietà di gusti che il nostro territorio offre.

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